MAGGIO: mese della Regina del Santo Rosario

Il Rosario

N. 1 (…). Il Rosario, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio.

In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore.

Mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore.

La “corona”

N. 36. Strumento tradizionale per la recita del Rosario è la corona (…).

A tal proposito, la prima cosa da notare è come la corona converga verso il Crocifisso, che apre così e chiude il cammino stesso dell’orazione.

In Cristo è centrata la vita e la preghiera dei credenti. Tutto parte da Lui, tutto tende a Lui, tutto, mediante Lui, nello Spirito Santo, giunge al Padre. In quanto strumento di conteggio, che scandisce l’avanzare della preghiera, la corona evoca l’incessante cammino della contemplazione e della perfezione cristiana.

Il beato Bartolo Longo la vedeva anche come una ‘catena’ che ci lega a Dio.

Catena, sì, ma catena dolce; tale sempre si rivela il rapporto con un Dio che è Padre. Catena ‘filiale’, che ci pone in sintonia con Maria, la « serva del Signore » (Lc 1, 38), e, in definitiva, con Cristo stesso, che, pur essendo Dio, si fece «servo» per amore nostro (Fil 2, 7). Bello è anche estendere il significato simbolico della corona al nostro rapporto reciproco, ricordando con essa il vincolo di comunione e di fraternità che tutti ci lega in Cristo.

(Dalla Lettera Apostolica “ROSARIUM VIRGINIS MARIAE”
di Giovanni Paolo II).