27 aprile 2025: II DOMENICA DI PASQUA O DELLA DIVINA MISERICORDIA

LETTURE DEL GIORNO

Partecipando al sacrificio della Messa, noi ascoltiamo ogni volta le parole con cui Cristo Gesù si rivolge agli apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. Inoltre, imploriamo il Signore di concederci “unità e pace secondo la sua volontà” e di donare “la pace ai nostri giorni”.
Ogni volta che apparve agli apostoli Cristo, dopo aver vinto la morte, augurò la pace, sapendo quanto tutti loro la desiderassero. Nel conferire agli apostoli il potere di rimettere i peccati, Cristo ha portato la pace nell’anima inquieta dell’uomo. L’anima creata da Dio ha nostalgia di Dio. La pace con Dio è il fondamento della pace tra gli uomini. Liberato dalla schiavitù del peccato, l’uomo è in pace, ha l’anima in festa, in pace.

È partendo dalla pace interiore, quella del cuore, appoggiandosi ad essa, che si può stabilire la pace esteriore: in famiglia, fra vicini, in seno alla Chiesa, tra i popoli. Dio chiama tutti gli uomini ad unirsi come in un’unica famiglia, in un’unica comunità. Segno e strumento di questa riconciliazione universale è la Chiesa, il nuovo popolo di Dio nato il giorno di Pasqua.


Insegnamento catechistico

Gesù risorto appare ai suoi discepoli riuniti nel Cenacolo,
lo stesso luogo dove aveva lavato loro i piedi
e aveva istituito il sacramento dell’Eucaristia.
Appare augurando e donando loro la pace:
pace tra il cielo e la terra,
pace nei cuori, pace tra i popoli.
Egli, infatti, Gesù stesso è la nostra pace.