Oggi, pur essendo domenica, siamo in festa nella solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, diversi tra loro, ma celebrati insieme quali colonne della Chiesa di Cristo.
Nel Vangelo risuona la domanda cruciale di Gesù: «Voi chi dite che io sia?». Rivolta ai Dodici, tra cui Pietro, ma certamente risuonata a più riprese anche nel cuore di Paolo.
Pietro risponde: «Tu sei il Cristo, il Messia, il Figlio di Dio», e Gesù ribatte che questa rivelazione può venire solo dal Padre.
Potremmo elencare anche numerose risposte di Paolo.
Entrambi hanno risposto a parole, hanno aderito a Cristo, ma sappiamo come questa fede non li abbia risparmiati da cadute ed errori.
Dove sta dunque la loro grandezza? Perché gioiamo per questi apostoli che con il loro sangue hanno dato un fondamento alla Chiesa di Roma che presiede nella carità? Perché il nostro cuore esulta nel contemplare l’abbraccio con cui l’iconografia li ritrae? Perché entrambi hanno saputo dare alla domanda di Gesù una risposta convergente e decisiva, che esprime la verità profonda della Chiesa.
Scrive Pietro: «Stringetevi a Cristo, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio» (1Pt 2,4); e Paolo gli fa eco: «I nostri padri bevevano da una roccia… e quella roccia era il Cristo» (1Cor. 10,4).
Cristo è la pietra angolare, la roccia su cui si fonda la Chiesa indivisa. E solo su questa roccia si può fondare un’intera vita, fino a dire, al momento del congedo: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede» (2Tim. 4,7).
La loro testimonianza orienti anche la nostra vita di credenti, perché al di la delle parole con cui professiamo la nostra fede, siano coerenti anche le nostre scelte, pronti a “dare ragione della speranza che è in noi” con la forza dello Spirito Santo che abita in noi.
