23 novembre 2025: CRISTO RE DELL’UNIVERSO

LETTURE DEL GIORNO

La Solennità di Cristo Re, posta alla fine dell’anno liturgico, ci invita a contemplare il compimento della storia: non un potere che domina, ma un amore che si dona fino alla fine. Le letture di oggi ci guidano in questo percorso.

Il popolo d’Israele riconosce in Davide il proprio re, non un sovrano estraneo ma “uno di casa”, che ha condiviso la vita della sua gente. Davide è scelto non per la forza, ma perché chiamato a essere pastore: la sua autorità è servizio. In questo antico riconoscimento di regalità, la liturgia ci prepara a contemplare la regalità piena e definitiva: non più un re tra i re, ma il Re che prende su di sé l’umanità intera.

Il grandioso inno cristologico della lettera ai Colossesi mostra la regalità cosmica di Cristo: tutto è stato creato per mezzo di lui e in vista di lui. La sua signoria abbraccia l’universo, ma non si impone: riconcilia, ricompone, pacifica. È un Re che riunisce ciò che è disperso, che porta unità dove c’è frammentazione, che offre una “eredità di santi nella luce”. La sua potenza è la misericordia che restituisce pienezza alla creazione.

Il paradosso esplode nel Vangelo: proclamare Cristo Re davanti a un crocifisso sembra follia, eppure è proprio lì che la sua regalità si manifesta. Il titolo sulla croce, la derisione dei capi e dei soldati mettono in scena la contraddizione: come può un re essere sconfitto?

Eppure è proprio sulla croce che Gesù mostra il volto vero del suo regnare: un amore che non smette di donarsi. Il “buon ladrone”, con la sua supplica apre uno spiraglio attraverso cui entra la salvezza. Non chiede di scendere dalla croce, ma di essere accolto nel Regno di un re che non abbandona. La risposta di Gesù è immediata, senza condizioni: «Oggi sarai con me nel Paradiso». Cristo Re regna con la forza disarmante della misericordia. È il Re che non salva se stesso per poter salvare noi.


Insegnamento catechistico

La Solennità di Cristo Re dell’Universo ci ricorda che la storia
non è in balia del caos: ha un centro, un cuore, un Signore.
E questo Signore non siede su un trono d’oro,
ma su una croce che diventa porta del Paradiso.
In Lui, ogni attesa, ogni sofferenza e ogni speranza trova compimento.