Le letture di questa domenica ci aiutano a entrare nel tempo ordinario con uno sguardo profondo sull’identità e sulla missione di Gesù, ma anche sulla nostra.
Nel brano di Isaia (49,3.5-6), il Servo del Signore scopre che la sua vocazione va oltre ogni attesa: non è inviato solo a un popolo, ma diventa luce delle nazioni. Dio allarga gli orizzonti, chiede al suo Servo di portare salvezza fino ai confini della terra. È una parola che consola e, allo stesso tempo, responsabilizza: ciò che nasce da Dio non può restare chiuso, non può essere trattenuto per sé.
San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi (1,1-3), ricorda ai cristiani la loro identità più profonda: sono santificati in Cristo Gesù, chiamati a essere santi insieme a tutti coloro che invocano il suo nome. La santità non è un privilegio di pochi, ma una chiamata condivisa, che si vive nella quotidianità e nella comunione. Paolo non parla di perfezione, ma di appartenenza: siamo di Cristo, e questo dà forma alla nostra vita.
Il cuore della liturgia è il Vangelo di Giovanni (1,29-34), dove Giovanni Battista indica Gesù come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. È uno sguardo che riconosce, che sa fare un passo indietro per lasciare spazio a un Altro. Il Battista non trattiene i discepoli per sé, ma li orienta verso Gesù. In questo gesto c’è una grande lezione spirituale: la fede autentica non mette al centro se stessa, ma conduce sempre a Cristo.
Gesù è l’Agnello, segno di mitezza e dono totale. Non toglie il peccato con la forza, ma caricandolo su di sé. Rivela un Dio che salva non dominando, ma amando fino in fondo. Accogliere Gesù significa lasciarsi fare da questo amore che libera e rinnova.
Insegnamento catechistico
In questa domenica ci chiediamo: chi è Gesù per me? che posto ha nella mia vita?
Come Giovanni Battista, anche noi siamo chiamati a riconoscerlo presente,
a testimoniarlo con semplicità, a indicarlo con le scelte quotidiane.
Nel tempo ordinario, fatto di giorni normali, risuona una chiamata straordinaria:
essere luce, perché abbiamo incontrato la Luce, vivere da figli,
camminare nella luce e testimoniare, con mitezza e amore, il Vangelo.
