Viene anticipata a domenica 1 febbraio la 48ma giornata nazionale della vita. È occasione propizia per riflettere su questo dono che abbiamo tra le mani e non sempre utilizziamo per il bene nostro e altrui.
La vita è un dono che nasce dal cuore di Dio e porta impressa la Sua immagine. Non è solo qualcosa che possediamo, ma una vocazione che ci viene affidata, da accogliere e custodire in ogni sua stagione. Ogni vita è unica e sacra, soprattutto quando è fragile, ferita o segnata dalla sofferenza: è proprio lì che chiede più amore, più ascolto, più cura.
Scegliere la vita significa scegliere la speranza, anche quando sembra difficile o controcorrente. Significa riconoscere che il valore di una persona non dipende dalla sua forza, dalla salute o dall’utilità, ma dall’amore con cui Dio la guarda. Dove la vita è accolta e protetta, fiorisce il futuro; dove è difesa, cresce l’umanità.
In questa Giornata della Vita, chiediamo al Signore occhi capaci di riconoscere il Suo volto in ogni fratello e sorella, mani pronte a custodire, cuori disponibili a servire. Perché ogni vita, dall’inizio alla fine, è un bene prezioso affidato alla nostra responsabilità e alla nostra fede.
Il tema scelto dai Vescovi italiani per il 2026, “Prima i bambini!”, è un forte richiamo alla responsabilità personale e collettiva di mettere al centro i più piccoli, i più fragili, coloro che non hanno voce ma hanno diritto a essere accolti, amati e protetti, e tra questi i bambini concepiti e non ancora nati.
Il movimento per la vita proporrà delle iniziative per sostenere le famiglie in difficoltà nell’accoglienza dei figli.
