Negli ultimi mesi, i parrocchiani più assidui avranno avuto modo di notare un significativo aumento del numero di opere d’arte presenti all’interno della nostra chiesa di San Martino. L’impatto più radicale sarà forse quello dei villeggianti ricorrenti, che entrando in chiesa dopo un anno non potranno certo non notare le due enormi tele del taglio del mantello e del transito di San Martino a lato dell’altar maggiore, le teche degli ex voto e delle reliquie dell’altare della Madonna di Marina, ed ora cinque nuove aggiunte.
La scorsa settimana, in concomitanza con la festività del Sacro Cuore di Gesù, abbiamo avuto modo di riportare nella nostra parrocchia la storica statua risalente alla fine dell’Ottocento-inizio Novecento, ora posizionata nella nicchia tra l’altare di Sant’Isidoro e della Madonna di Marina. Oggi, ai lati dell’altare di Sant’Isidoro, possiamo notare due tele del Conte Achille Brusomini Naccari, risalenti al 1868 e raffiguranti Santa Cecilia e Re Davide; ai lati dell’altare di Sant’Antonio, possiamo ammirare due tele ritraenti San Tarcisio e San Giuseppe Calasanzio, opera di Mons. Umberto Voltolina, storico parroco della nostra comunità, che dedicò la vita conciliando fede ed arte, lasciandoci in eredità un patrimonio artistico notevole, ma in gran parte scomparso.
Tutte le opere sopracitate furono infatti rimosse in concomitanza con il rinnovamento liturgico del Concilio Vaticano II, per poi essere depositate dapprima negli stanzini della chiesa e, in seguito, nei magazzini del Museo Diocesano. A seguito di lunghe ricerche attraverso i documenti di quegli anni, conservati nell’archivio parrocchiale, e alla collaborazione del Museo Diocesano, abbiamo avuto modo di accedere ai locali adibiti a deposito e di verificare la presenza di queste opere che, se fossero rimaste dov’erano, non avrebbero avuto altro futuro se non quello di deperire e scomparire.
Ottenuto il parere favorevole dalle autorità ecclesiali competenti, le opere sono rientrate nella loro sede originaria e ricollocate al loro posto dopo un’ accurata pulizia. Ma il lavoro non è ancora finito. I quattro dipinti, anche se ricollocati, necessitano di una cornice che permetta loro di essere ammirati appieno, ed il Sacro Cuore abbisogna di un consolidamento strutturalmente, di un ritocco e, se le risorse lo permetteranno, di essere dotato di un’aureola e di un faretto che lo illumini in modo dignitoso. Il preventivo per il restauro del Sacro Cuore non è ancora disponibile, mentre quello per le cornici dei dipinti si aggira attorno ai 100 euro per dipinto. Facciamo appello al buon cuore di chi ha la possibilità per permetterci di conservare il patrimonio che ci è stato tramandato dai nostri padri, così che possiamo tornare tutti a fruirne nel suo antico splendore. A questo scopo, è stata predisposta una cassetta alla sinistra dell’altare di San Martino: “Per restauro statua Sacro Cuore”.
(a cura di Leonardo Voltolina)