Il saluto del vescovo Giampaolo alla diocesi di Chioggia (2)
Porto con me soprattutto volti, storie, persone concrete. Ogni parrocchia ormai la identifico con dei volti che sono coloro che dedicano tempo ed energie per tenere accesa la lampada della fede in quel luogo. Ai Consigli pastorali, ai catechisti, a coloro che curano le chiese, ai volontari Caritas, ai ministri della comunione, a tutti coloro che col grembiule del servizio amano le nostre comunità dico un grande grazie. Porto nel cuore queste terre belle e fragili, il mondo del lavoro, della pesca e dell’agricoltura; le nostre piccole lotte per difendere questo territorio, la speranza che tanti problemi antichi e nuovi trovino una soluzione. Grazie a tutti coloro che si prendono cura del bene comune e che in questi anni sono diventati amici cari. Mi permetto di citare i sindaci e in loro identifico tante persone dedite a queste terre: Mauro a Chioggia, Roberto a Porto Tolle, Laila a Taglio di Po, Mario di Porto Viro e prima di lui Valeria, Michele di Rosolina, Pierfrancesco di Cavarzere, Moreno di Loreo, Andrea di Pettorazza e prima di lui Gianluca, Massimo di Adria.
Il grazie più grande lo rivolgo ai presbiteri, ai diaconi, ai consacrati e alle consacrate. Un vescovo sarebbe nulla senza il vostro aiuto. In una diocesi piccola e con poche opportunità non è facile tenere insieme i desideri di ciascuno con le necessità delle comunità. Quando poi ci si deve assumere la responsabilità di risolvere dei problemi c’è sempre chi si sente incompreso o trattato male. Ho cercato sempre il bene di ciascuno, ma a volte ho dovuto accettare il male minore. A chi si fosse sentito poco compreso chiedo perdono anche se non è mai mancata la preghiera e l’amore per ciascuno di voi. Permettetemi di dire un grazie speciale a don Francesco Zenna e a don Simone Zocca che come vicari generali sono stati i collaboratori a me più vicini, con i quali ho condiviso gioie e fatiche. Grazie a tutti coloro che lavorano con passione e competenza nella Curia diocesana, negli uffici pastorali, nel prezioso Consiglio per gli affari economici; grazie ai Vicari foranei, alle associazioni e ai movimenti. Grazie a don Yacopo fedele collaboratore nelle celebrazioni e grazie ad Antonella, delicata custode del vescovado.
A tutti voi cristiani e santo popolo della Chiesa di Dio che vive in questa diocesi non ho altre consegne da fare se non quelle che il vangelo di stasera ci ricorda: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà» (Mt 16,24-27). Un vescovo deve avere a cuore soprattutto questo: il vangelo e la vita cristiana e queste parole di Gesù vanno al cuore del santo viaggio di ogni discepolo e anche di quello che ho cercato di vivere con voi in questi anni. «Se qualcuno vuole venire dietro a me». Gesù non impone, propone; non costringe, vuole attrarre. Gesù vuole mostrare che una vita come lui ce la propone è una vita non solo buona e giusta, ma anche bella e realizzata.
Geremia usa un verbo intenso per descrivere la sua relazione particolare con Dio: «Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre». In questi anni abbiamo messo al centro la sinodalità, facendo forse passi piccoli ma li abbiamo pensati, condivisi e decisi insieme. Le elezioni dei Consigli pastorali per tutte le Comunità cristiane sinodali sono un germoglio fondamentale: custodite e fate crescere la sinodalità e la corresponsabilità di tutto il popolo di Dio. (2 continua)