Da un discorso di Papa Francesco alla diocesi di Roma

Riportiamo parte di un dialogo tra il Cardinale vicario di Roma, Mons. Angelo De Donatis, e il Papa Francesco a conclusione di un incontro della diocesi di Roma. La terza domanda posta dal Cardinale al Papa, fatte le debite proporzioni, ci interessa da vicino perché riguarda quella “stanchezza” e quel “calo di tensione e di passione” che possono infiltrarsi in tutti coloro che vivono nelle comunità: preti, religiosi, laici.

La vita di una parrocchia postconciliare – ha osservato il Cardinale – è molto impegnativa. Sembra che il tempo non sia mai sufficiente a fare tutto quello che c’è da fare, a raggiungere tutti gli obiettivi, che non ce ne sia mai abbastanza. La vita ordinaria delle parrocchie “si mangia” tutto il nostro tempo, per cui non ne rimane molto per coltivare una vita spirituale, pensare, progettare, realizzare cose nuove. Non ti nascondiamo, Papa Francesco, che talvolta, quando viene lanciata in diocesi una nuova iniziativa, è accolta più con sospetto, o addirittura fastidio, che con entusiasmo. Sentiamo il bisogno che tu ci aiuti ad individuare alcune prospettive di cammino in cui concentrare i nostri sforzi nei prossimi anni. Non tante: due o tre. […] Con un orizzonte e un indirizzo più chiari e condivisi, il tempo acquista un ritmo diverso, meno affannoso, ci fa vivere partecipando fino in fondo di quel che viviamo“.

Questa la risposta di Papa Francesco:
È vero, questo. Alcune volte può succedere che il lavoro apostolico di una parrocchia si pensi come una somma di iniziative, di lavori… E allora è difficile portare avanti una cosa del genere. Questo e questo e questo…: sommare senza armonizzare. La domanda, in questa novena dello Spirito Santo, è sull’armonia: come va l’armonia parrocchiale? come va l’armonia diocesana? come va l’armonia familiare? Lo Spirito Santo è l’armonia – lo dice San Basilio nel suo trattato sullo Spirito Santo. Lo Spirito è quello che fa lo scompiglio e quello che fa l’armonia! Perché per fare scompiglio è proprio un campione, basta leggere il Libro degli Atti degli Apostoli: tutto quello scompiglio che ha fatto all’inizio della Chiesa apostolica… Ma fa anche l’armonia. E nella nostra vita è lo stesso. Nella vita parrocchiale fa lo scompiglio che sempre va insieme con l’armonia, quando lo fa Lui. E quando lo scompiglio, cioè la quantità di cose che si fanno, viene dallo Spirito, diventa armonico, sempre, e questo non stanca, questo non esaurisce. Il discernimento va in quella direzione: l’armonia dello Spirito. L’armonia dello Spirito è una delle cose che dobbiamo cercare sempre, e sempre con quella varietà. Lui è capace di unire tante cose diverse, che Lui stesso ha creato. Questo è proprio il punto per risolvere questa difficoltà: lo Spirito Santo, come fa l’armonia in me, nella mia diocesi? Interrogarsi sull’armonia. Che non è lo stesso di “ordine”, no. L’ordine può essere statico; l’armonia è qualcosa di dinamico, quella dello Spirito: è sempre in cammino.
“Ma come posso fare?”. Dirò tre punti concreti che possono aiutare a trovare questa armonia. Primo, la Persona del Signore, Cristo, il Vangelo in mano. Dobbiamo abituarci a leggere un passo del Vangelo tutti i giorni: ogni giorno un passo del Vangelo, per arrivare a conoscere meglio Cristo. Secondo, la preghiera: se tu leggi il Vangelo, subito ti viene la voglia di dire qualcosa al Signore, di pregare, fare un dialogo con Lui, breve… E terzo, le opere di misericordia. Con questi tre punti credo che il senso di fastidio sparisce e andiamo verso l’armonia che è tanto grande. Ma sempre bisogna chiedere la grazia dell’armonia nella mia vita, nella mia comunità e nella mia diocesi“.

 

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