25 ottobre 2026: XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

LETTURE DEL GIORNO

ANNIVERSARIO DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA

Le letture della XXX domenica del tempo ordinario ci conducono al cuore della fede e della morale: l’amore per Dio e per il prossimo. Non si tratta di due comandamenti separati, ma di un’unica esperienza di amore che coinvolge tutta la nostra vita.

Nella prima lettura, tratta dal libro dell’Esodo, il Signore invita il popolo a prendersi cura dello straniero, della vedova, dell’orfano e del povero. La fedeltà a Dio non si misura soltanto attraverso le preghiere o l’osservanza delle norme religiose, ma soprattutto attraverso l’attenzione verso chi è fragile e indifeso. Dio ascolta il grido dei poveri e chiede anche a noi di non rimanere indifferenti davanti alla sofferenza.

Nel salmo responsoriale, Dio è riconosciuto come roccia, rifugio e liberatore. Chi sperimenta il suo amore è chiamato a rispondere con fiducia e gratitudine, lasciando che la propria vita diventi una testimonianza della sua bontà.

Nella seconda lettura, san Paolo ricorda ai Tessalonicesi come la loro conversione sia diventata una testimonianza viva per gli altri. La fede autentica non rimane nascosta, ma trasforma il modo di vivere, di lavorare e di relazionarsi con le persone. Una comunità cristiana è credibile quando rende visibile, attraverso gesti concreti, la gioia del Vangelo.

Nel Vangelo, Gesù risponde alla domanda su quale sia il comandamento più grande: amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente, e amare il prossimo come se stessi. In queste parole è racchiuso il senso di tutta la Legge. L’amore per Dio non può essere autentico se non si traduce nell’amore per gli altri; allo stesso tempo, l’amore per il prossimo trova in Dio la sua sorgente e la sua forza.

Questa Parola interpella anche noi. Possiamo partecipare alla vita della Chiesa, pregare e conoscere le Scritture, ma rischiamo di dimenticare l’essenziale se non sappiamo accogliere, perdonare, ascoltare e condividere. Amare significa riconoscere nell’altro una persona da custodire, non un problema da evitare.

Chiediamo al Signore un cuore capace di amare senza calcoli, perché la nostra fede non sia soltanto proclamata con le labbra, ma testimoniata ogni giorno con le scelte e le opere. Solo così il comandamento dell’amore diventerà la strada concreta della nostra vita cristiana.