Il 1° settembre 2026 celebriamo la 21ª Giornata Mondiale di Preghiera per la Custodia del Creato, che apre il Tempo del Creato, fino al 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi. Il tema scelto dalla Chiesa italiana riprende la profezia di Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci» (Is 2,4).
È un’immagine forte e attualissima: ciò che era stato costruito per distruggere viene trasformato in uno strumento capace di coltivare e generare vita. La custodia del creato, dunque, non può essere separata dalla costruzione della pace. Dove ci sono guerre e violenze, anche la terra viene ferita: vengono distrutti territori, case e raccolti, si consumano risorse e intere popolazioni sono costrette ad abbandonare la propria terra. Ma anche l’avidità, lo sfruttamento e l’indifferenza possono diventare forme di violenza verso la casa comune.
La parola di Isaia ci invita a cambiare gli strumenti e, prima ancora, il cuore. Le “spade” del nostro tempo possono essere trasformate in “vomeri”: le energie impiegate per competere e distruggere possono diventare impegno per costruire, condividere e custodire. La terra non è semplicemente qualcosa da utilizzare, ma un dono ricevuto da Dio e una responsabilità affidata a tutti.
Questa Giornata ci chiede allora di guardare al creato con gratitudine e di assumerci responsabilità concrete. Custodire l’acqua, non sprecare, rispettare la natura, ridurre gli sprechi, prenderci cura dei luoghi in cui viviamo sono piccoli gesti che esprimono una scelta più grande: vivere in modo sobrio e solidale, pensando anche a chi verrà dopo di noi.
Come comunità cristiana siamo chiamati a unire cura del creato e cura delle persone, perché non ci può essere vera pace senza giustizia e non ci può essere giustizia senza rispetto della casa comune.
La profezia di Isaia diventi anche la nostra preghiera e il nostro impegno: trasformare ciò che ferisce in ciò che fa crescere, ciò che divide in ciò che unisce, ciò che distrugge in ciò che genera vita. È questo il cammino verso una terra più abitabile e un mondo più fraterno.
