Santa Teresa di Calcutta
5 settembre
Santa Teresa di Calcutta, nata Anjezë Gonxhe Bojaxhiu a Skopje nel 1910, ha dedicato tutta la sua vita al servizio dei più poveri. Fin da giovane sentì la chiamata alla vita religiosa e, a diciotto anni, entrò nella Congregazione delle Suore di Loreto. Dopo gli anni di formazione e l’esperienza missionaria in India, insegnò a Calcutta, dove rimase profondamente colpita dalla miseria e dall’abbandono di tante persone.
Nel 1946, durante un viaggio in treno, Teresa avvertì quella che definì una «chiamata nella chiamata»: lasciare il convento e andare in mezzo ai più poveri, per condividere la loro vita e prendersene cura. Dopo aver ricevuto le necessarie autorizzazioni, nel 1948 iniziò la sua nuova missione. Nacquero così le Missionarie della Carità, congregazione fondata nel 1950, il cui compito è servire «i più poveri tra i poveri», senza distinzione di religione, cultura o condizione sociale.
Teresa non cercava grandi opere, ma piccoli gesti compiuti con amore. Accoglieva chi era malato, morente, solo o rifiutato da tutti, convinta che in ogni persona sofferente fosse presente Cristo stesso. Per lei la povertà non era soltanto una questione materiale: esistevano anche la solitudine, l’emarginazione e la mancanza di amore. La sua testimonianza ricordava che nessuno è inutile e che ogni vita possiede una dignità che deve essere rispettata.
La sua fama si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Nel 1979 ricevette il Premio Nobel per la Pace, ma continuò a considerarsi semplicemente una donna al servizio di Dio e dei poveri. Morì a Calcutta il 5 settembre 1997. Giovanni Paolo II la proclamò beata nel 2003 e papa Francesco la canonizzò il 4 settembre 2016.
La santità di Teresa di Calcutta non consiste soltanto nelle opere realizzate, ma soprattutto nella radicalità con cui visse il Vangelo: vedere Cristo nel volto di chi soffre, amare senza calcolare, servire senza aspettarsi ricompensa. La sua vita ci interroga ancora oggi: che cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, perché una persona sola si senta accolta, un povero riconosciuto, un malato accompagnato?