7 SETTEMBRE 2025: XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LETTURE DEL GIORNO

Il tema centrale è la sapienza: non come erudizione o intelligenza, ma come capacità di comprendere il senso delle cose alla luce di Dio e agire secondo la sua volontà.

Il libro della Sapienza ci ricorda l’umiltà necessaria per comprendere il mistero della vita. L’essere umano, da solo, fatica perfino a capire le cose della terra, tanto più quelle del cielo. La vera comprensione, allora, non nasce dall’orgoglio intellettuale, ma dalla preghiera e dall’apertura allo Spirito Santo: è Lui che ci guida a conoscere il cuore di Dio.
Il salmo prosegue sulla stessa linea: ci invita a “contare i nostri giorni”, cioè a vivere con consapevolezza, sapendo che il tempo è dono prezioso e limitato. Vivere da saggi significa non sprecare la vita in ciò che è effimero, ma orientarla verso ciò che resta.
La breve ma intensa lettera di Paolo a Filemone è un esempio concreto di ciò che la sapienza evangelica comporta: superare le divisioni sociali e riconoscere l’altro come fratello. Onesimo, schiavo fuggitivo, viene restituito al suo padrone non come proprietà, ma come “fratello nel Signore”. È una rivoluzione silenziosa, ma potente: la sapienza di Dio cambia le relazioni umane.
Nel Vangelo Gesù chiede radicalità. Chi vuole seguirlo deve mettere Lui al primo posto, sopra ogni affetto, bene, progetto personale. Non è un invito al disprezzo della famiglia o delle cose, ma un appello a una libertà interiore totale. Solo chi è libero può davvero amare, donarsi, costruire.

Gesù usa due parabole (la torre e il re in guerra) per dire che seguire Lui non è questione emotiva o improvvisata: è un progetto che va ponderato, come si pondera una costruzione o una battaglia. Il discepolato cristiano è serio, non è superficiale. Esige una scelta vera, che comporta rinunce concrete, ma porta a una pienezza che il mondo non può dare.