28 dicembre 2025: DOMENICA FRA L’OTTAVA DI NATALE – SANTA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE

LETTURE DEL GIORNO

In questa domenica tra Natale e Capodanno la Chiesa ci invita a volgere lo sguardo alla Santa Famiglia come modello per ogni famiglia umana. La prima lettura dal Siracide ci ricorda l’importanza di onorare e rispettare i genitori: «Chi onora suo padre espia i peccati… chi glorifica sua madre è come chi accumula tesoro» (Sir 3,2-6.12-14). Questo linguaggio richiede un ascolto paziente: non parla semplicemente di un obbligo sociale, ma di un cammino di conversione personale, dove l’onore verso i genitori diventa un riflesso dell’onore e dell’amore che noi siamo chiamati a dare a Dio.

Il Salmo 128 è una benedizione: «Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie», e descrive la famiglia benedetta, dove i coniugi e i figli vivono nella pace e nell’armonia che scaturisce da una vita fondata sulla fede e sull’obbedienza al Signore.

La seconda lettura di san Paolo ai Colossesi ci offre un’altra prospettiva: la famiglia non è solo un legame di sangue, ma un luogo privilegiato in cui si imparano le virtù cristiane. Paolo invita i credenti a rivestirsi di tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, pazienza, e, soprattutto, a perdonarsi reciprocamente, perché «come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi» (Col 3,12-21). La famiglia diventa così non solo un ambiente da proteggere, ma un laboratorio di relazione dove l’amore, il rispetto e il perdono quotidiano diventano il volto concreto del Vangelo.

In una società dove spesso si pretende subito comprensione e facilmente ci si arrende di fronte alle difficoltà familiari, questo invito di Paolo ci sfida: l’amore cristiano non è un sentimento effimero, ma un impegno costante, paziente e liberante.

Il brano del Vangelo secondo Matteo ci presenta la fuga in Egitto della Santa Famiglia (Mt 2,13-15.19-23). In pochi versetti vediamo un fatto storico (la minaccia di Erode e il trasferimento in terra straniera) diventare immagine della vita di ogni famiglia cristiana: ci sono momenti in cui è necessario lasciare le sicurezze, affrontare paure, cambiare piani, affidarsi alla guida di Dio. Giuseppe, obbediente alla voce dell’angelo, accoglie Maria e il Bambino e parte nel buio della notte, sicuro della protezione divina. Egli non comprende tutti i dettagli, non sa cosa accadrà, ma ascolta e obbedisce. In questo gesto semplice e silenzioso si rivela una grande fede che parla a ciascuno di noi: quando Dio chiama, anche nei momenti incerti della vita familiare, la sua voce è guida sicura.