C’è un fermento speciale che agita le sere d’inverno a Sottomarina, quando le luci delle case si abbassano e il silenzio avvolge le calli. Nella chiesa di San Martino, un gruppo di papà e nonni si ritrova puntuale dopo cena. È la “Compagnia dei Presepari” che si prepara al Natale allestendo, da circa vent’anni, il presepe nella nostra Comunità. Ogni piccolo pezzo è un atto di servizio, un’offerta silenziosa di uomini che, a fine giornata, mettono il proprio tempo e la propria abilità a disposizione del Signore.
Quest’anno, in occasione del 125° anniversario della nascita della Chiesa di San Martino, la Compagnia ha scelto di volgere lo sguardo proprio verso quel luogo che da oltre un secolo accoglie la nostra gente.
Il presepe rappresenta, infatti, la scena della Natività nella nostra chiesa, vista non solo dall’esterno, ma anche dall’interno, dove la ricostruzione degli altari, delle panche, delle canne dell’organo e il crocifisso che veglia sull’assemblea fanno sentire i parrocchiani a casa. Qui sta il senso profondo del presepe: Gesù nasce nella nostra chiesa e nasce tra noi che siamo la Sua Chiesa.
Ma Egli non nasce solo per noi e ci chiede di uscire dal tempio di pietra per camminare sulle strade, nelle case, nelle fatiche quotidiane. Ecco allora che la scena della nascita ci viene fatta ammirare da uno squarcio sulla parete: un invito ad abbattere i muri che ci dividono, per aprire la presenza del Signore e della Sua Chiesa al mondo d’oggi.
Visitare questo presepe significa riscoprire che San Martino è, prima di tutto, un luogo di incontro e di speranza. Attraverso il lavoro della “Compagnia dei Presepari” ci viene ricordato che Cristo continua a farsi presente in mezzo al Suo popolo. Il presepe diventa così uno specchio: guardiamo la nostra chiesa in miniatura per ricordarci di essere, noi stessi, pietre vive della Casa di Dio, capaci di testimoniare che la fede ha bisogno di mani che operano insieme e di cuori che sanno riconoscere il Dio che nasce.
Paola Bon
Un grazie sincero ad Andrea, Gildo, Fiorenzo, Primo, Stefano B., Stefano N.
e, quest’anno, anche a Mattia e Sandro per la loro collaborazione in forma straordinaria.
